Milano, 1 settembre 2017 – Il Milano calcio A 5 torna calcare i parquet della Serie A e, visti i risultati delle ultime stagioni e la sua storia, lo farà con pieno diritto.

Mister Daniele Sau, Milano in Serie A. Un traguardo o un punto di partenza?

«Entrambe le cose, la Serie A è sicuramente il traguardo di una lunga corsa iniziata 15 anni fa, raggiunto però un traguardo si vuole ripartire alla ricerca di nuove mete, per questo motivo diventa poi un punto per una nuova partenza».

Ci racconti la storia degli ultimi anni del Milano C5… «sette anni fa abbiamo vinto in maniera assolutamente inaspettata, sorprendente, la Serie B, l’anno successivo abbiamo provato l’esperienza in Serie A2 e per i successivi 2 anni abbiamo giocato con solo giocatori di Milano, una cosa che nessuno in Italia ha mai fatto. La nostra è una realtà anomala, siamo una piccola società che ha raggiunto il vertice di questo sport, con fondi molto limitati e con uno staff dirigenziale e tecnico che non fa di professione calcio a 5. Siamo una società che non ha un presidente mecenate, ma siamo una società che si autofinanzia esclusivamente con il contributo degli sponsor, la nostra passione e lasciami dire la nostra competenza ci consente di supplire in parte alle carenze organizzative, strutturali ed economiche che abbiamo nei confronti delle altre società».

E quindi… «siamo una mosca bianca, alcune società hanno un pullman di proprietà, noi affittiamo 2 pulmini per andare in trasferta, tutte le società si allenano tutti i giorni la mattina e il pomeriggio, noi ci alleniamo 4 sere a settimana dalle 21-23 -ahimè per mancanza di strutture-, diciamo che facciamo cose diverse rispetto a tutti, ma oggi siamo seduti allo stesso tavolo, questa è una favola per noi. Spero per la Lombardia, e chi crede che si possa ottenere un grande risultato pur non avendo grandi risorse economiche, di far bene in Serie A».

Una fotografia della sua squadra, pregi e difetti….«Un pregio potrebbe essere l’entusiasmo che abbiamo, e dovrà essere la nostra “voglia” di vincere, quell’agonismo che abbiamo sempre messo in campo. Il più grande difetto è l’inesperienza in questa categoria, e probabilmente la carenza di valori tecnici che hanno le altre squadre».

Che campionato sarà il prossimo? Le favorite per lo scudetto?

«Sara il campionato più avvincente e difficile degli ultimi anni, il primo dopo tanto tempo a 14 squadre. Le favorite sono Pescara, Luparense, Acqua & Sapone, Kaos Reggio Emilia e Napoli».

Milano avrà fatto un bel campionato se…. «se avrà dato tutto quello che è nelle proprie possibilità e se non avrà globalmente sfigurato. Il risultato sportivo è difficile da individuare, ma i valori morali che ogni componente di questa squadra ha, dovranno essere altissimi e messi a disposizione del gruppo».

La sua storia personale?

«La mia storia da calciatore è l’opposto rispetto a quella da allenatore. Da calciatore ho girato diverse squadre di Serie B (la attuale A2), vincendo un campionato con l’allora Milano C5 e disputando i playoff scudetto. Da allenatore invece ho sempre allenato in questa società, partendo dal settore giovanile (vice campioni d’Italia con la U21) e vincendo la serie B e arrivando ad un passo dalla vittoria della A2 e della coppa italia di A2. Ho guidato anche la rappresentativa lombarda».

E il movimento del calcio a 5 in Lombardia?

«Purtroppo il mondo del calcio a 5 lombardo non vive un grande momento. Il problema è economico. Ci sono presidenti ed allenatori molto appassionati ma che non riescono a reperire le risorse per allestire squadre con un maggior valore, anche la “rivalità” tra società in passato ha danneggiato un pò tutti, adesso questo fenomeno si è un po’ affievolito e la speranza è che una maggiore collaborazione possa portare frutti al movimento».

La città di Milano ha negli anni scorsi ritrovato una squadra di volley maschile in serie A e ora il calcio a 5… «le potenzialità di Milano città sono quasi infinite, ma le istituzioni non considerano minimamente il nostro sport. Noi non riusciamo ad avere alcuno spazio e neppure un minimo contributo per poter provare a crescere, gli sponsor che ci sostengono e che non smettiamo mai di ringraziare ci fanno andare avanti tra mille difficoltà. L’arrivo di nuovi sponsor sarebbe fondamentale per provare ad alzare l’asticella».

Paolo Croce – Il Giorno